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Magico Lecce: battuta la Samp e salvezza in cassaforte

di Giuseppe Argese
Il Lecce è bello e imprevedibile, ti emoziona, ti diverte, poi quando sembra tutto semplice, decide di rendere l’incontro più equilibrato, subisce goal rocamboleschi, ti fa disperare nel finale, ma alla fine esce meritatamente vittoriosa, facendoti gustare la vittoria con un pizzico di sofferenza in più. È questa la sintesi di un match che i giallorossi hanno dominato senza alcun problema nella prima frazione, per poi rischiare di rovinare tutto sul più bello nella ripresa, anche con la complicità di alcune decisioni arbitrali discutibili. Il Lecce vince clamorosamente sul campo della Sampdoria per due a uno grazie a un match giocato benissimo dai selentini che allontanano la zona retroscessione ora distante tre punti. Ma vediamo alla cronaca della gara.Inizio vivacissimo, Di Michele e Ziegler sfiorano la segnatura con conclusioni da fuori. Poi Olivera e Mesbah impegnano Curci, bravissimo soprattutto ad opporsi al diagonale sinistro dell'algerino. Altrettanto reattivo è Rosati a salvarsi in angolo su tocco ravvicinato di Maccarone. Al 39' il Lecce passa con Di Michele, libero di sgusciare fra le (brutte) statuine blucerchiate, per depositare di destro la sfera alle spalle del portiere. Ripresa che si apre con un'incornata a fil di palo di Jeda e con Rosati determinante su doppia conclusione di Guberti e Maccarone. La Samp ora attacca a testa bassa e De Canio si affida a Donati al posto di Bertolacci mentre Cavasin getta nella mischia Macheda al posto di Gastaldello con l'intento di aumentare la propria forza offensiva. Mentre Poli si dole per un'innocua telefonata al portiere Olivera raddoppia in contropiede complice una retroguardia doriana inguardabile. Gli ospiti si rilassano e Maccarone, di sinistro, riapre la sfida da una decina di metri. Mannini si guadagna l'ampia insufficienza rimediando, al 72', il secondo giallo per fallo su Jeda che scatta di rimessa. De Canio richiama Vives per inserire Grossmuller mentre Cavasin getta nella mischia Biabiany togliendo Guberti. L'assalto finale della Samp è tutto nervi e nessuna strategia. Quando anche capitan Palombo colpisce debole addosso a Rosati la palla del possibile 2-2 si ha la conferma che questa Samp sta davvero affondando.


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