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Il golf: una magia che dura tutta la vita. Anche in Puglia

di Michele Tedesco
Si dice golf e molto facilmente si pensa alle terre scozzesi avvolte dalla nebbia, a nobili e facoltosi uomini con i calzoni alla zuava e il basco in testa. Si dice golf e si pensa all’ opulenza, alla ricchezza, al lusso, ad una vetrina che si affaccia su un mondo dorato, che i più possono guardare dall’ esterno, ma che ben pochi possono toccare con mano. Si dice golf e con la mente si va lontano. Sbagliando. La Puglia negli ultimi anni è diventata una Mecca per i golfisti italiani e stranieri. Non tutti sanno che in Puglia ci sono ben 4 campi da golf da 18 buche, 2 campi da 9 buche e altri 2 campi pratica. Altre strutture sono in via di realizzazione. Si punta a far diventare la nostra regione il fiore all’ occhiello dell’ intero meridione per quanto riguarda il turismo che accompagna il golf. La prima domanda che, a buone ragioni, si pone chi vuole approcciarsi a questo sport ( si, è uno sport, anche assai faticoso, e dal 2016 finalmente sarà sport olimpico, per la gioia di tutti i golfisti… ) riguarda innanzitutto il costo.Fino a qualche anno fa per praticare il golf era necessario associarsi ad un circolo, spendendo alla fine più o meno la stessa cifra che si spenderebbe annualmente per un centro sportivo di livello medio alto, con tutti i vantaggi che però una club house può offrire. Recentemente, la Federazione Italiana Golf ( http://www.federgolf.it/ ) ha reso possibile lo scioglimento parziale di questo legame con i circoli e per poche decine di euro ci si può tesserare liberamente.Il vantaggio però è relativo, in quanto, il tesserato “non socio” si troverebbe poi a non usufruire dei pacchetti per l’ accesso al campo, sostenendo costi spesso esorbitanti. Il “neofita”, comincerà dunque ad avvicinarsi al golf, alle sue regole, alle sue leggende, al suo linguaggio, sotto la guida di un maestro, che necessariamente ( è impossibile cominciare a giocare a golf senza la presenza di questo “mentore”, in quanto i risultati sarebbero disastrosi per il campo e per la dignità del praticante ), lo indirizzerà sui fondamenti della tecnica, del comportamento e delle regole. La figura del maestro, la cui presenza sarà costante nella vita sportiva del golfista, col passare del tempo si farà meno “importante”. Una volta acquisiti i fondamenti dello swing ( il movimento che permette di colpire la pallina ), comportamentali e soprattutto di sicurezza per non arrecare danni al campo e agli altri golfisti, il neofita è pronto per affrontare un esame riguardante le regole di gioco e le norme di comportamento, a cui può seguire una prova pratica a discrezione della segreteria sportiva del circolo. Superata questa prova ( non poi così facile ) si acquisisce lo status di golfista 'non classificato': si potrà dunque avere libero accesso al campo e alle gare di circolo e conquistare l’ Handicap di gioco. La strada da questo punto non è assolutamente in discesa. Chi pratica lo sa. Il golf chiede e dà tanto al golfista. Il golf vuole soprattutto costanza e concentrazione. Non vince il più forte o il più preparato fisicamente. Nel golf vince l’ impegno e la pratica. La magia del golf sta proprio in questo. Se mancano questi requisiti è meglio modificare le proprie aspirazioni sportive. Il numero di persone che si avvicinano a questo sport, sano e di sani principi, aumenta in maniera impressionante di anno in anno, probabilmente perché il golf è uno stile di vita, un unico linguaggio che unisce milioni di persone nel mondo, da Kabul ( esiste un circolo cittadino in cui si spendono 5 dollari per giocare in un campo bonificato dalle mine ), a Roma, Milano, Las Vegas, Capetown, Dubai, Hong Kong, fino agli sterminati campi di nuova costruzione in Cina, o ai più classici “links” scozzesi, in cui il golf ha visto i suoi natali. In qualsiasi parte del mondo un golfista decida di andare, ci sarà sempre un campo pronto a regalargli paesaggi mozzafiato e una scatola piena di ricordi da portare con sè per tutta la vita.

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